Il dipinto dell’Immacolata Concezione trafugato trent’anni fa torna nella chiesa di San Paolo Apostolo

Il dipinto dell’Immacolata Concezione trafugato trent’anni fa torna nella chiesa di San Paolo Apostolo

Il dipinto dell’Immacolata Concezione, risalente al XVIII secolo, è stato riconsegnato ieri mattina alla chiesa di San Paolo Apostolo a Peschieta di Fiamignano, direttamente dalle mani del Capitano Manuel Curreri, comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela Patrimonio Culturale di L’Aquila con i suoi uomini, alla presenza del Capitano Marco Mascolo, Comandante della Compagnia di Cittaducale, i carabinieri di Fiamignano, il sindaco Filippo Lucentini, l’associazione don Agostino Gismondi e tanti cittadini. Il parroco Don Wladimiro Spaleniak nell’omelia ha richiamato alla ‘costante ricerca del bene per fare scelte giuste, essere sapienti e non ritenersi autosufficienti”, valori di senso civico che devono aver ispirato la persona che ha ritrovato la tela in un armadio, mentre liberava l’abitazione di un congiunto defunto a L’Aquila. L’antico dipinto, delle dimensioni di cm 116×78, di autore ignoto, era andato perso da circa trent’anni e raffigura l’Immacolata Concezione con i suoi inequivocabili attributi: la corona di dodici stelle, il globo e la falce di luna, il serpente schiacciato, segni della vittoria del bene sul male. Il signore, che preferisce mantenere l’anonimato, si è rivolto subito al Nucleo Tpc, intuendo che quel dipinto fosse importante. La tela si inserisce nel filone d’arte devozionale settecentesca di ambito laziale e i militari del reparto specializzato dell’Arma hanno iniziato a concentrare le ricerche nell’Alto Lazio, controllando chiesa per chiesa, fino a individuare il territorio di Fiamignano, con il supporto della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la Provincia di Rieti, dell’Ufficio Beni Culturali ed edilizia di culto della Diocesi di Rieti e l’associazione culturale don Agostino Gismondi che ha fornito indicazioni, documentazioni, testimonianze degli anziani. Nessuno però ha mai saputo come il dipinto, ora custodito e messo in sicurezza, fosse sparito, anche perché non c’era mai stata una denuncia di furto. Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale opera costantemente avvalendosi non solo della preziosa banca dati, ma anche degli uffici diocesani, con la pubblicazione “Linee guida per la Tutela dei Beni Culturali Ecclesiastici” realizzata nel 2014 con la Conferenza Episcopale Italiana. Questa importante catalogazione e diffusione dei beni custoditi, ha consentito all’Arma di restituire un bene alla comunità, evitando che entrasse nel mercato clandestino di opere d’arte: il terzo, dopo il traffico di droga e di armi.

Francesca Sammarco