Sfratti case Ater via Salaria, si apre uno spiraglio per gli inquilini

Sfratti case Ater via Salaria, si apre uno spiraglio per gli inquilini

Domani un incontro che, di sicuro, non cambierà le sorti di questa battaglia ma, quanto meno, servirà per prendere tempo utile per cercare una soluzione definitiva. Gli inquilini che vivono negli stabili messi all’asta su via Salaria 142 a Monterotondo incontreranno, ancora una volta, l’assessore alle politiche abitative di Roma Capitale Tobia Zevi. Roma, infatti gestisce da ormai più di 40 anni gli alloggi dove andarono a vivere delle persone fatte sloggiare da dove stavano per far spazio alla tangenziale. Tutte queste persone vennero trasferite proprio a Monterotonbdo e ora, dopo ver pagato per anni il canone al comune di Roma, si trovano a rischiare di perdere la casa e non sapere dove andare a vivere. Nell’incontro di domani, fissato dopo una protesta degli inquilina la scorsa settimana, si cercherà di bloccare la vendita all’asta delle case per almeno due anni. un tempo durante il quale il comune di Roma dovrà trovare una soluzione, magari acquistando proprio quegli immobili. Di certo non è percorribile la soluzione proposta di trasferire in blocco tutte le famiglie ad Acilia. Non si può poi contemplare una “non soluzione”, ovvero una vendita degli appartamenti senza tro vare soluzioni alternative, facendo così ricadere su Monterotondo una vera e propria bomba sociale innescata da Roma Capitale. Durante l’incontro del 26 giugno, alcuni inquilini si sono incatenati in segno di protesta davanti all’assessorato contro la mancanza di proposte risolutive. All’incontro era presente anche il sindaco di Monterotondo Riccardo Varone il quale, già da mesi sta cercando di mediare e trovare una soluzione che non sfoci in una bomba sociale che ricadrebbe su Monterotondo. “Ci è stato comunicato dell’incontro tecnico e il fatto che lo stesso Comune sta richiedendo la sospensione per due anni dell’asta” ha fatto sapere il sindacato Asia Usb che sta seguendo la vicenda. A giugno, ancora una volta, era stato chiesto di non spostare le famiglie, che sembrava potessero andare ad Acilia, e di fermare le aste, visto che un privato si era già “aggiudicato” due appartamenti. “Rimane comunque troppo poco per cantare vittoria o sentirsi tranquilli – scrive ancora il sindacato – abbiamo espresso un giudizio positivo se si arriva alla sospensione di due anni delle aste, ma questo non basta”.