Boom dell’export nel manufatturiero, la “Pump valley” traina l’economia reatina

Boom dell’export nel manufatturiero, la “Pump valley” traina l’economia reatina

Costruzioni, attività professionali e tecniche e turismo ed un boom dell’export trainato da farmaceutica, macchinari ed apparecchiature e strumenti elettronici e di misura. Questi i settori della ripartenza del territorio reatino fotografati dal Rapporto sull’economia dell’Alto Lazio presentato oggi alla Camera di Commercio di Rieti Viterbo nell’ambito della seconda tappa della “Giornata dell’Economia” partita da Viterbo per abbracciare entrambi i capoluoghi dell’Alto Lazio in un momento di riflessione collettivo sulle prospettive socio-economiche territoriali che ha coinvolto istituzioni, associazioni di categoria, ordini professionali, università, istituti e fondazioni bancarie ed imprese.

Una giornata introdotta dal Vicepresidente della Camera di Commercio Rieti Viterbo, Leonardo Tosti, moderata dal Segretario generale Francesco Monzillo, con l’illustrazione dei dati del rapporto a cura del dirigente camerale e Direttore generale dell’Azienda speciale Centro Italia della CCIAA di Rieti-Viterbo, Giancarlo Cipriano, ed uno speciale focus presentato dalla Direttrice dell’area territoriale di Rieti di Unindustria, Francesca Rosati, e dal Direttore della Federlazio di Rieti, Mauro Giovannelli, su un settore mai indagato prima a livello statistico, quello della cosiddetta “Pump Valley” reatina che da 40 anni rappresenta un’eccellenza all’interno del nucleo industriale di Rieti-Cittaducale e che ha dimostrato una speciale resilienza in questo complesso periodo storico. Una discussione a cui hanno contribuito anche il Prefetto di Rieti Gennaro Capo, l’Assessore allo Sviluppo economico e Lavori pubblici del Comune di Rieti Claudia Chiarinelli, il Consigliere regionale Michele Pasquale Nicolai. In sala numerosi rappresentanti di istituzioni, associazioni di categoria, ordini professionali, imprese, stampa, Fondazione Varrone, Polo universitario reatino, Azienda speciale Centro Italia, sindacati, istituti bancari.

“I dati che illustriamo rappresentano degli spiragli importanti da cui ripartire per il rilancio dell’economia del territorio reatino – ha spiegato Tosti – e gli indicatori mostrano che nell’Alto Lazio è stato recuperato tutto quanto perso durante il Covid e,  per la provincia di Rieti, anche i deficit socio-economici accumulati nel dopo sisma. Certo le province dell’Alto Lazio presentano problematiche strutturali importanti che faticano a confrontarsi con le aree più dinamiche del Paese, ma è necessario partire dai segnali positivi e fare rete con gli attori del territorio per consolidarli”.

A scendere nel dettaglio del rapporto distribuito ai presenti e nei prossimi giorni disponibile sul sito camerale www.rivt.camcom.it nell’area “Pubblicazioni”, Giancarlo Cipriano, che ha illustrato come il 2022 abbia portato al Reatino un aumento del Pil del 3,4%, leggermente al di sotto della media nazionale e regionale del 3,7%, con una ricchezza pro capite di 18.278 euro annui, ancora lontana dalla media regionale (31.301,1 euro) e nazionale (26.894,6), ma che sta lievemente crescendo. “Le imprese sono cresciute numericamente, ma non in tutti i settori, – ha illustrato Cipriano – con un segno più registrato da costruzioni, attività professionali e tecniche e imprese non classificate ed una sofferenza negli altri comparti, per quanto il turismo, che registra un calo nel numero imprese, abbia manifestato un forte dinamismo in termini di domanda, con un incremento sensibile delle presenze turistiche”. Da registrare nel 2022 un vero e proprio boom delle esportazioni, con un +42,4% rispetto all’anno precedente nel comparto farmaceutico, un +13,3% nel settore dei macchinari ed apparecchiature ed un +13,1% per quanto riguarda strumenti elettronici e di misura.

Un segnale importantissimo alla base dell’approfondimento condotto da Camera di Commercio, Federlazio e Unindustria sulla “Pump Valley” reatina, alla ricerca della “ricetta” della competitività di un settore sviluppatosi quasi per caso – per un mix di vicende imprenditoriali e presenza di risorse umane qualificate – oltre 40 anni fa nel nucleo industriale di Rieti-Cittaducale e che oggi annovera alcuni tra i più importanti player mondiali del comparto. Dalla relazione di Francesca Rosati e Mauro Giovannelli sull’indagine condotta su un campione rappresentativo delle imprese produttrici di pompe dosatrici è emerso che le imprese hanno dimostrato di essere solide e, grazie all’elevato livello di specializzazione raggiunto, non hanno risentito, se non marginalmente, della pandemia energetica e delle limitazioni alle esportazioni verso la Russia. Con un fatturato importante che cresce in maniera decisa, +6%, un fatturato che per l’80% mediamente arriva dall’estero ed una prospettiva di crescita dovuta anche all’evoluzione del ruolo del “bene acqua”, risorsa primaria ormai sempre più attenzionata sia rispetto alla qualità che ad un utilizzo responsabile finalizzato all’ottimizzazione dei consumi. Infine un passaggio importante che riguarda la Pump Valley ma anche altri comparti insediatisi a Rieti grazie alla presenza in loco di personale qualificato in particolare nei settori chimico, elettronico e meccanico: la sfida delle competenze. La formazione è infatti dirimente, si legge nel rapporto, in un contesto ormai globale che vede nel cambiamento climatico e nella transizione digitale la spinta di accelerazione per adeguare il sistema produttivo ai fabbisogni legati a profili professionali appropriati e in continua evoluzione di cui lo stesso mercato globale ormai necessita.