Centro storico più povero, dal 2012 chiuse 80 attività

Centro storico più povero, dal 2012 chiuse 80 attività

“Senza infrastrutture né investimenti importanti da parte del Governo, qui non andiamo da nessuna parte”. Leonardo Tosti, presidente di Confcommercio Imprese Rieti, commenta così l’analisi realizzata dall’ufficio studi di Confcommercio in collaborazione con il centro Guglielmo Tagliacarne sulla demografia d’impresa nelle città italiane da cui emerge un bilancio pesante del commercio che, tra il 2012 e il 2023, ha perso, a livello nazionale, 111 mila negozi al dettaglio di cui 31 mila durante la recente crisi. Le chiusure, com’è facile intuire, si concentrano soprattutto nei centri storici, laddove insiste una maggiore concentrazione di attività, con una densità commerciale che, secondo l’analisi, è scesa da 12,9 negozi a 10,9 per mille abitanti; a chiudere bottega sono soprattutto rivendite di giocattoli, distributori di carburante, ferramenta e arredamento, abbigliamento e calzature, mentre crescono i settori della ristorazione dell’ospitalità (specie B&B e affitti brevi), negozi di telefonia e computer e farmacie e parafarmacie. (servizio nell’edizione del 13 febbraio del Corriere di Rieti)

Monica Puliti