Erbacce e rifiuti abbandonati, il degrado abita in centro storico

Erbacce e rifiuti abbandonati, il degrado abita in centro storico

“Ma perché una città bella come Rieti deve essere lasciata morire? Sporcizia, incuria, disservizi, strade impercorribili, marciapiedi dove fare lo slalom tra escrementi, buche e rifiuti di ogni genere. Non è questa la città che ho conosciuto e di cui mi sono innamorata, la città che ho scelto per mettere su casa; non è questa la città che sognavo per me e per i miei figli. E il sindaco Sinibaldi la riconosce più la sua città? È questa la città che voleva? Davvero era così che si immaginava Rieti?”.
Un post su Facebook apparso qualche giorno fa, insieme a tanti altri, che ultimamente rimbalzano sulle pagine del social. Ai post si aggiungono i commenti raccolti al tavolo di un bar, su una panchina, nelle strade del centro della periferia come a Micioccoli, via Porrara e lungovelino Bellagamba, tra chi passeggio sul lungo fiume. È chiaro ed innegabile che il degrado e la sporcizia di una città non possono essere imputati solo alla giunta che quella città amministra, perché non sarebbe giusto e soprattutto vero. Ma dividere le “colpe”, tra amministrazione e cittadini e sicuramente più limpido ed onesto. “Rieti non è mai stata così sporca e abbandonata come oggi” è la frase che ripetono in molti ogni giorno, sempre per la giustizia tra loro c’è chi è il primo a non rispettare il bene comune, riferendosi allo stato di degrado in cui versano le strade cittadine, i vicoli del centro storico e quelle zone della città frequentate dai turisti. Le erbacce che crescono spontanee hanno invaso bordi dei marciapiedi e dei palazzi del centro storico; se si vuole raggiungere la biblioteca Paroniana passando dalla chiesa di Santa Lucia si percorre, più che un vicolo caratteristico, una strada circondata ai due lati da erbacce, con i muri completamente ricoperti di scritte e bottiglie vuote abbandonate in terra o sulle finestre antiche. Scene ordinarie e quotidiane che si ripetono quasi ogni giorno e in ogni luogo della città. Il lungo velino Bellagamba è ormai costellato di buche e anche pericolose e i cestini, posizionati proprio dall’amministrazione, vengono riempiti anche con le buste dei rifiuti domestici che sistematicamente tracimano andando a cadere sull’erba circostante che non viene tagliata da tempo. L’elenco sarebbe lungo e anche impietoso sia per chi dovrebbe curare la città che amministra, sia perché dovrebbe rispettare la città che abita. Ed invece non è così, perché è molto più facile, per i primi, parlare soltanto di grandi e sicuramente importanti progetti per il futuro, per i secondi lamentarsi quando invece non si rispettano le regole di semplice convivenza civile. Ed è questo l’incontro che scatena l’inevitabile: una città da un potenziale enorme e che ad oggi rimane tale perché le grandi opere servono, anzi sono fondamentali, per far crescere un luogo frequentato fortunatamente da un numero elevato di turisti, ma se poi mancano da una parte la cura e dall’altra il rispetto ogni euro investito è pari a zero. E se è vero che questa amministrazione comunale vuole costruire la Rieti del futuro, è giusto che lo faccia supportata dal buon senso dei cittadini ma anche con la convinzione che non servono solo le grandi opere ma anche quelle di manutenzione ordinaria della città. E da lì che bisogna ripartire.

Paola Corradini