Reset, incertezze sul futuro. Nuovo tavolo in Confindustria tra azienda e sindacati

Reset, incertezze sul futuro. Nuovo tavolo in Confindustria tra azienda e sindacati

Torna la paura per il futuro della Reset e per i suoi dipendenti. Lunedì prossimo è stato convocato un incontro urgente, nella sede di Confindustria tra l’azienda ed i sindacati per chiarire alcuni punti, che nelle ultime settimane hanno fatto salire la preoccupazione. Il salario di maggio ai dipendenti è stato pagato soltanto pochi giorni fa, circa 10 dipendenti da un mese sono in cassa integrazione e nel giro poco tempo gli operai occupati nello stabilimento sono passati da 68 a 44. Molti di loro avvertendo una situazione di disagio hanno preferito cercare fortuna in altre realtà. Già ad ottobre e novembre dello scorso anno l’azienda impegnata nel settore delle energie rinnovabili, aveva avuto qualche problema nel pagamento dei salari e dopo 4 lunghi mesi di pazienza gli stessi operai coinvolti decisero di scioperare. Grazie all’intervento del Prefetto Gennaro Capo, l’azienda si impegnava a saldare i dipendenti dando vita ad un possibile nuovo piano industriale. Una tranquillità apparente che è durata poco, viste le nuove giustificate preoccupazioni all’orizzonte. L’azienda è composta da elettricisti, saldatori, carpentieri e montatori con anni ed anni di esperienza alle spalle. Il salario di ogni dipendente oscilla tra le 1300/1500 euro al mese. Soldi importanti che servono a portare avanti le famiglie, spesso a mono reddito. Gli operai e non solo rimangono ancora perplessi dell’operatività dell’impresa e del loro futuro ogni mese appeso ad un enorme punto interrogativo. Gli stessi sindacati intervenuti sulla vicenda stanno attentamente valutando la situazione. La Reset è un’azienda cleantech nel settore dell’economia circolare e delle fonti rinnovabili di energia. Titolare di 2 brevetti per invenzione industriale, è stata fondata nel 2015 da un nucleo di meno di 10 persone. Nel 2021 la stessa azienda venne premiata dal presidente Mattarella, con la seguente motivazione: “Reset (Renewable Energy Solutions Environmental Technology)”. Negli ultimi mesi non sono mancati riconoscimenti e accordi nel mercato estero, ma probabilmente non bastano, per garantire continuità nel lavoro. “La situazione che respiriamo non ci lascia tranquilli per il nostro futuro e la convocazione in Confindustria tra sindacati ed azienda è una prova certa confermano alcuni lavoratori -. Basta guardarsi intorno per capire il dramma generazionale che stiamo vivendo. Non sono poche le aziende piccole o medie che nel Reatino stanno affrontando la nostra stessa preoccupazione. Non è possibile vivere tutti i giorni con l’eterno dramma di dover perdere il posto di lavoro da un giorno all’altro”.

Marco Staffiero