Sant’Antonio, oggi è il giorno della festa. Attesa per la processione dei ceri

Sant’Antonio, oggi è il giorno della festa. Attesa per la processione dei ceri

Oggi è Santantó. La città si è svegliata al suono delle campane e con le strade che segneranno il percorso della Processione dei Ceri sono già colorate dai primi “quadri” delle infiorate che saranno dedicate agli Ottocentenari Francescani del primo Presepe di Greccio e della approvazione della Regola Bollata di San Francesco. Alle 7,30 le porte della basilica di Sant’Agostino e quelle del chiostro si sono aperte per accogliere i fedeli e i più piccoli per la distribuzione della cioccolata calda e dei biscotti. “I primi anni, venivano utilizzati più o meno 50 litri di latte – raccontava uno dei fratelli di Sant’Antonio – oggi per fare la cioccolata ne utilizziamo circa 400 litri”. Alle 11.30 il Solenne pontificale presieduto dal vescovo Vito Piccinonna e l’animazione liturgica del Coro Diocesi di Rieti diretto da Suor Giuditta Parente con la partecipazione delle squadre dei portatori della Macchina del Santo. Seguirà poi la distribuzione del pane di Sant’Antonio un’altra usanza ormai radicata nelle tradizioni dei reatini. Un preludio a quello che da sempre l’appuntamento più sentito del giugno Antoniano: la Solenne Processione dei Ceri che partirà da Sant’Agostino alle 18.30 e seguirà il seguente percorso: Piazza G. Mazzini, piazza G. Oberdan, via Varrone, via Cintia, Cattedrale Basilica Santa Maria, piazza Vittorio Emanuele II, via Roma, Ponte Romano, via Porta Romana, piazza della Repubblica, via G. Matteotti, via Borgo Sant’Antonio, piazza B.L. Migliorini, via Salaria, piazza Cavour, Ponte Romano, via San Francesco, piazza San Francesco, via San Francesco, via G. Garibaldi, piazza Chiesa del Suffragio, via Nuova, via A. Tancredi, piazza G. Mazzini.

Sarà la prima processione dei ceri per il vescovo Vito che in apertura del giugno antoniano ha voluto lasciare queste parole ai reatini: “La nostra amata terra reatina avverte il dono di essere stata baciata da Sant’Antonio come dal suo maestro San Francesco e non può non trasformare questa familiarità in impegno di prossimità e solidarietà con la sua storia e con quanti la vivono. Sant’Antonio era rimasto affascinato dalla vita di San Francesco e dei suoi frati e, in un tempo non dissimile dal nostro in cui sembravano dominare le cose più sofisticate, il Santo di Padova si è lasciato catturare dal desiderio di essenzialità. È questo stesso desiderio che vorrei chiedere per tutti quanti noi, cari fratelli e sorelle. Alla protezione di Sant’Antonio affido tutti noi, specialmente le nostre famiglie e gli ammalati. Ci aiuti ancora a spezzare il pane dell’amicizia e della solidarietà. E che non ne manchi per nessuno”.

Paola Corradini